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Grotte della Sicilia

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L’ASSOCIAZIONE CATASTO SPELEOLOGICO SICILIANO

L’Associazione Catasto Speleologico Siciliano nasce a Palermo il 4 luglio 1986 per iniziativa di Giovanni Mannino, Vito Buffa, Roberto Cusiano e Marcello Scurria.

1-L’ACSS è una libera associazione apolitica, aconfessionale, senza scopo di lucro.
2-L’ACSS ha sede ha Palermo.
3-Scopo dell’associazione è quello di censire le grotte della Sicilia. Per perseguire tale scopo:
a-promuove l’esplorazione e lo studio delle cavità ipogeiche sotto l’aspetto geologico,    morfologico, paletnologico,  zoologico ed antropico, d’intesa con altre Associazioni.
b-promuove la documentazione grafica e fotografica delle cavità ipogeiche.
c-si adopera per il rispetto e la conservazione delle cavità in quanto monumenti di valore naturalistico, storico, antropologico.
d-cura la conservazione del Catasto Speleologico Siciliano.
e-si propone la diffusione organica del materiale raccolto con apposita pubblicazione e su periodici specializzati a norma del Regolamento della Gestione.


L’Associazione Catasto Speleologico Siciliano incamera, attraverso il presidente Giovanni Mannino, un patrimonio di esperienze e conoscenze da lui acquisite in oltre sessant’anni di attività sul campo o di studio a partire dal 1946, anno della Ricostituzione del Gruppo Speleologico Palermo, da lui operata e diretta (Montagne di  Sicilia, n.2-3,1946) in seno la sezione di Palermo del CAI, fino al 1971;  successivamente in seno al Gruppo Speleologico Fausto Orestano del Club Alpino Siciliano ed all’Associazione Speleoarcheologica Siciliana, grazie alla collaborazione   di diverse decine di curiosi ed appassionati del mondo sotterraneo che si sono succeduti nel tempo (Mannino, 1986,p.16 e seg.).
L’idea di un Catasto delle Grotte è nata qualche anno dopo la rinascita del Gruppo Speleologico Palermo, nel 1954, annotando in un quaderno le grotte via via schedate. La prima pubblicazione citando il numero di catasto PA n.49 riguarda il mitico Pozzo Minnonica sulle Madonie, la successiva il singolare Abisso Ciacca a Gratteri, una verticale di 80 metri, PA n.48.
Nel 1958 il quadernetto fu sostituito da un "registro" di 200 pagine, destinando per ciascuna grotta una pagina.
Nel 1985 le 200 pagine del registro erano tutte occupate dal nome di altrettante cavità ma con   annotazioni incomplete per cui accingendomi a pubblicare  "Le grotte di Monte Pellegrino" e volendo dare alla numerazione catastale una continuità, ferma restando la numerazione pubblicata, gli altri numeri rimasti nel registro non sono più utilizzabili. Il registro lo custodisco come cimelio storico.

                                                                                                Giovanni Mannino




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